Incontri speciali: 

"IL VAJONT di MICAELA COLETTI. Racconto di una sopravvissuta".

Venerdì 8 novembre  2019, ore 9:00 - Sala incontri.

Micaela Coletti è Presidente del Comitato Sopravvissuti Vajont.

 

La sera del 9 ottobre 1963, alle 22.39, dalle pendici del Monte Toc, 300 milioni di metri cubi di roccia precipitarono alla velocità di 80 km/ora nel bacino artificiale della diga del Vajont, all'epoca la più alta d'Europa. Provocò quasi 2000 morti.

Micaela quella notte era nella sua camera, a letto. Aveva 12 anni. Fece un volo di 350 metri. La trovarono sepolta dal fango con fuori solo un piede e un mano. Una bolla d’aria la salvò.  Ricordare quel tragico evento, che ha distrutto la sua famiglia e l'ha segnata per sempre, deve essere uno sforzo e una sofferenza enorme. Micaela lo ha fatto venerdì per i nostri ragazzi, qui, alla Fondazione OSF di Pordenone. «Ritengo ci sia bisogno di non parlare solo della diga, di quanto è alta, della sua tenuta, ecc. Vanno spiegate, soprattutto alle nuove generazioni, le emozioni e i sentimenti che persone come me, sopravvissute a un dramma immane molto spesso rimaste sole, hanno provato allora e provano tuttora. Perché l'acqua ha ucciso quasi 2mila persone ma ha anche svuotato l'esistenza a chi è rimasto. Io, ad esempio, sono crollata allora, a 12 anni. E oggi mi ritrovo a sopravvivere. Ho perso mamma, papà, sorella, nonna. Solo la salma di mio padre venne ritrovata, riconosciuta perché aveva addosso i documenti. [...]».

Un incontro che ha molto emozionato i giovani presenti e tutti i docenti e collaboratori della Fondazione presenti all'incontro. Da tutti noi un grazie infinito a Micaela, per la sua testimonianza e l'insegnamento che ci dato. 

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